Italiana stuprata dal branco, il gip: “immigrato incapace di controllare ogni istinto”



Una ragazza violentata da un tunisino nel parcheggio di una discoteca. Da un immigrato che, secondo il gip, è “incapace di controllare ogni genere di istinti” e i suoi comportamenti sono dettati dalla “impressionante spregiudicatezza”.

E li teniamo in Italia. Tra noi.

Khemais Lausgi, 30enne nato a Palermo da genitori tunisini, è conosciuto come il “re della cocaina allo Zen”, o con il soprannome di Gabriele Alì il Turco. Ha la cittadinanza italiana per quella fottuta parte di legge che prevede sia concessa al diciottesimo anno di età a chi è nato in Italia.

Lo scorso novembre, nella notte tra il 18 e il 19, ha stuprato con la complicità di alcuni complici una palermitana nel parcheggio della discoteca Mob Disco Theatre di Carini. Gli inquirenti, però, sono riusciti a risalire a lui solo nei giorni scorsi, dopo una lunga serie di indagini.

La vittima, sotto l’effetto di alcool e droga, è stata trascinata in auto e lì è stata violentata da più stupratori e poi abbandonata nel parcheggio.

Lo stupro è stato brutale. Vi evitiamo i particolari. Basti dire che la procura di Palermo parla di “lesioni dovute ai reiterati tentativi della vittima di sottrarsi alla ripetuta violenza”.

Nel 2015 le Fiamme Gialle hanno sequestrato al tunisino cinque auto, due appartamenti e una villa: frutto della sua attività di spaccio. Non solo: Lausgi nel 2016 rimase gravemente ferito durante un regolamento di conti tra spacciatori locali.

Ma era in Italia. Perché è un ‘nuovo italiano’. Dobbiamo tornare allo ius sanguinis, prima che sia troppo tardi.

Ps. Nelle statistiche, il reato l’ha commesso un ‘italiano’.

Fonte:www.foxnews.info