Orrore in Centrale: tunisino manda in coma malato di sclerosi multipla per derubarlo



E per rapinarlo, in una via a pochi passi dalla stazione Centrale di Milano lo ha mandato in coma. Adesso, però, la polizia è riuscita ad acciuffare il brutale aggressore dell’agguato dello scorso 25 agosto: è un tunisino di trentadue anni, irregolare e con precedenti. “Ma la sinistra che si oppone alle espulsioni non si vergogna davanti a vicende come questa? – si chiede il deputato leghista Paolo Grimoldi – la sinistra preferisce stare dalla parte di questo criminale clandestino che dalla parte di una persona malata che viene aggredita e rapinata in pieno centro a Milano?”.

Lo scorso 25 agosto, come ricostruito da Milano Today, il tunisino, che adesso è accusato di rapina e lesioni gravi, ha puntato la vittima, un 47enne affetto appunto da sclerosi multipla, quando questa è scesa da un treno appena arrivato dalla Liguria. Lo ha aggredito senza pietà sbattendolo a terra. Una caduta che gli ha provocato una brutta ferita alla testa. Tanto che la vittima è stata ritrovata a terra in via Boscovich, all’angolo con via Vittor Pisani. Soccorso dal personale del 118, è stato immediatamente portato al Policlinico dove è stato sottoposto a un’operazione d’urgenza. Da quel giorno si trova in coma. “Ecco le tragiche conseguenze della presenza di migliaia di clandestini in una Milano totalmente allo sbando e nel degrado – aggiunge Grimoldi – ecco il bel biglietto da visita di una città che sta sempre più puntando sul turismo e sull’attrattività internazionale ma accoglie chi arriva in treno con una stazione infestata da clandestini che vivono di rapine e stupri”.

“Nemmeno davanti a un uomo malato – tuona l’assessore regionale alla Sicurezza Riccardo De Corato – questa gente ha un minimo di riguardo. Indubbiamente ringraziamo per il lavoro degli agenti, ma ancora una volta, nonostante i controlli e gli inutili allontanamenti della Scavuzzo, questi delinquenti continuano ad imperversare”. Per due giorni il 47enne è rimasto in ospedale senza che i parenti potessero riconoscerlo. Come si legge nell’ordinanza del pm Sergio Spadaro e del gip Anna Calabi, la sorella e madre della vittima erano infatti preoccupate per il fatto che il 47enne “era solito comunicare tutti i suoi spostamenti”. Poi hanno letto della notizia di una persona soccorsa in stazione Centrale e sono corse al Policlinico. “La situazione ha raggiunto un livello d’insicurezza e violenza esagerato – conclude De Corato – dove sono finiti i blindati della Polizia in Piazza Duca d’Aosta? Già con quelli la situazione non era delle migliori, così potrà solo peggiorare”.